Edizione n° 0044 · lunedì 19 ottobre 2026 3 nuovi articoli in 7 giorni

Robot, umanoidi e macchine intelligenti

Contattaci

Sensori semplici e design AI per robot ispirati agli insetti

Di Redazione Positronica Pubblicato 26.09.2026 Aggiornato 06.10.2026 2 min di lettura Cat 05 / RIC-029
Sensori semplici e design AI per robot ispirati agli insetti Fig. 29 / Tav. 0029
Schema di sezione: illustrazione tecnica generata, non la fotografia di una macchina reale.
In sintesi: la risposta in tre frasi

Unire design automatico e navigazione ispirata agli insetti promette robot più semplici ed economici, ma servono prove pratiche.

La robotica moderna converte osservazioni biologiche in progetti concreti. Le idee di chi usa l’intelligenza artificiale per generare strutture si incontrano con quelle di chi studia come formiche e api vedono e si muovono. Nel design di robot, sensori visivi semplici e scelte meccaniche possono rendere più efficiente un braccio robotico o una mano morbida.

Disegnare con l’intelligenza: schemi che emergono dal corpo

Josie Hughes ha fondato il CREATE Lab all’École Polytechnique Fédérale de Lausanne per trovare nuovi modi di progettare strutture robotiche che sfruttano il corpo e l’interazione con l’ambiente. Le sue ricerche collegano mani robotiche, manipolatori morbidi e automazioni pensate per sostenibilità e applicazioni scientifiche. Andrew Philippides insegna alla University of Sussex e studia come gli insetti usano la vista e l’ambiente per muoversi. Quei modelli di comportamento forniscono esempi pratici per chi produce robot fisici.

Progettare parti che lavorano con l’ambiente e non contro di esso è più efficiente

L’intelligenza artificiale può suggerire geometrie e materiali; la biologia indica come usarli sul campo.

Le proposte di Hughes e gli esperimenti di Philippides si incontrano nel problema pratico. Un braccio robotico non deve solo essere controllato, deve avere forme che riducono il controllo necessario. Gli studi su mani morbide mostrano che la passività meccanica, cioè la capacità del corpo di adattarsi senza comandi continui, semplifica l’algoritmo di movimento. Allo stesso tempo, imparare alla vista come fanno api e formiche aiuta i robot a muoversi con pochi sensori e calcoli.

Sensori semplici, strategie robuste per navigare

Philippides e il suo team usano osservazioni su insetti per costruire algoritmi che funzionano con immagini e segnali semplici. Gli insetti non hanno camere sofisticate o computer potenti; usano regole che emergono dall’interazione tra vista, passo e ambiente. Hughes applica un principio analogo nei progetti di manipolatori: usare la forma e il materiale per ridurre il carico dei sensori e dei programmi.

Usare sensori elementari e forma fisica riduce la complessità del controllo

Strategie visive ispirate agli insetti rendono la navigazione più resistente agli errori.

La sinergia è pratica: un manipolatore disegnato con AI può incorporare regole di navigazione visiva immaginate per un robot mobile. Così, una mano che si adatta passivamente all’oggetto richiede meno immagini per decidere la presa. Allo stesso tempo, una strategia visiva ispirata alle api aiuta un veicolo piccolo a orientarsi senza processori potenti.

Dalla ricerca all’applicazione: cosa cambia e cosa resta aperto

Mettere insieme AI per il design e studi sugli insetti porta a macchine più semplici da controllare e più economiche da mantenere. Hughes focalizza il lavoro su sostenibilità e uso in scienze, mentre Philippides mostra vie per rendere i robot autonomi anche con pochi dati visivi. Restano aperti il bilancio tra forma e controllo e la validazione su larga scala: servono prove in ambienti reali e progetti che riducano costi e consumi.

La combinazione di forma fisica e regole visive può abbattere i limiti attuali

I prossimi passi sono test incrociati. Gli ingegneri devono portare geometrie suggerite dall’AI nei robot che usano strategie visive ispirate agli insetti. Gli ingegneri devono misurare le prestazioni in condizioni pratiche. Solo così si capirà quanto la proposta funziona fuori dal laboratorio.

Fonti:

Punti chiave

  • Josie Hughes guida il CREATE Lab all'EPFL, concentrandosi su mani robotiche e manipolatori morbidi.
  • Andrew Philippides studia formiche e api per estrarre regole visive semplici utili ai robot.
  • Combinare design generato da AI e strategie visive può ridurre la complessità di controllo.
  • Serve validazione in ambienti reali per confermare efficienza e sostenibilità.
Redazione · risposta in 48 ore

Hai un dato che smentisce questo articolo?

Pubblichiamo le correzioni con la data di revisione. Se hai un numero, un listino o un documento, scrivici.

Contattaci Rispondiamo entro 48 ore · le correzioni escono con la data di revisione.

Firma

Redazione Positronica

Gli articoli sono firmati «Redazione Positronica»: di quello che viene pubblicato risponde l'editore. Se trovi un dato che non torna, segnalacelo dal modulo di contatto: correggiamo e spostiamo la data di revisione.