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Waymo guida autonoma: neve, autostrade, blackout e nuovi lavori

Di Redazione Positronica Pubblicato 07.10.2026 Aggiornato 07.10.2026 4 min di lettura Cat 03 / MOB-039
Waymo guida autonoma: neve, autostrade, blackout e nuovi lavori Fig. 39 / Tav. 0039
Schema di sezione: illustrazione tecnica generata, non la fotografia di una macchina reale.
In sintesi: la risposta in tre frasi

La guida autonoma di Waymo ha superato nel 2025 tre prove concrete: autostrade aperte al pubblico, neve e temperature sotto zero con una sesta generazione di sensori riscaldati, e un blackout che ha spento un terzo di San Francisco. Accanto alla tecnologia, l'azienda investe nel lavoro umano con borse di studio e pre-apprendistati, e studia la sicurezza di pedoni e ciclisti ricostruendo centinaia di incidenti reali.

Guida autonoma: come Waymo affronta neve, autostrade, blackout e nuove professioni

Per anni i critici hanno descritto la guida autonoma come una tecnologia pronta solo in giornate di sole e strade perfette. Gli sviluppi degli ultimi mesi raccontano una corsa diversa. Allargare il servizio a condizioni reali, misurare i rischi per chi va a piedi o in bici, e costruire il lavoro che tiene in piedi le flotte. Nei mesi tra novembre 2024 e febbraio 2026 Waymo ha annunciato quattro passi avanti. L’azienda è il servizio di taxi senza conducente del gruppo Alphabet. Ha anche subito una dura prova su campo. Il quadro che ne esce mostra quanto serva ancora il fattore umano, anche dove la macchina guida da sola.

Nel novembre 2024 Waymo ha pubblicato con l’azienda Nexar lo studio più ampio del genere negli Stati Uniti.

Il blackout che ha messo in ginocchio la città

Il test più severo è arrivato senza che nessuno lo programmisse. Un guasto ha colpito la rete elettrica di PG&E, il distributore californiano. Il guasto ha lasciato al buio quasi un terzo di San Francisco. È avvenuto un sabato di dicembre 2025. I semafori spenti hanno bloccato i grandi assi della città, fino a costringere la protezione civile a chiedere ai residenti di restare a casa. La guida autonoma si è ritrovata a lavorare dentro una città ferma.

L’auto senza conducente è addestrata a trattare un semaforo spento come un’intersezione dove si dà precedenza, come farebbe un umano con un stop. Ma in certi casi il sistema chiede una conferma remota prima di passare. Quel sabato le vetture hanno attraversato più di 7.000 semafori spenti. Le richieste di conferma hanno creato code. Queste code hanno peggiorato il traffico già ingorgato. Waymo ha poi sospeso il servizio nell’area, parcheggiando le auto ai margini per lasciare strada ai soccorsi. L’azienda ha annunciato aggiornamenti per dare alle vetture informazioni in tempo reale sui blackout. Ha anche ricordato di aver formato oltre 25.000 soccorritori, tra pompieri e polizia. La formazione riguarda come interagire con un’auto senza guidatore.

La sicurezza di chi cammina e pedalà

Il blackout ha mostrato i limiti della macchina nel caos; un altro filone di lavoro misura i rischi più comuni, quelli di ogni giorno. Nel novembre 2024 Waymo ha pubblicato con l’azienda Nexar lo studio più ampio del genere negli Stati Uniti. Lo studio ricostruiva 335 incidenti tra veicoli guidati da persone e pedoni, ciclisti o motociclisti. Gli incidenti erano ripresi dai filmati delle telecamere di bordo. I dati arrivano da oltre 500 milioni di miglia di guida registrata in sei grandi città americane.

I numeri di partenza spiegano perché la ricerca esista. La autorità americana dei trasporti stima che nel solo 2022 siano morti sulle strade 7.522 pedoni e 1.105 ciclisti. Molti incidenti con chi va a piedi o in bici non vengono nemmeno segnalati a polizia o assicurazioni. Per questo le banche dati ufficiali ne sanno poco. Lo studio ha mostrato risultati sulla gravità degli incidenti. La velocità d’impatto e il rischio di ferita grave cambiano secondo la reazione del conducente umano. Dipendono anche dalla visibilità e dalla direzione del veicolo. Da qui nascono anche funzioni pratiche sulla flotta. Una di queste è la porta che si apre con attenzione nelle corsie ciclabili. Un’altra è i simboli sul tetto che dicono al pedone di essere visto.

Oltre la città: autostrade, neve e una flotta che impara

Un veicolo che sa difendere i più fragili deve poi farsi carico di situazioni sempre più larghe. In novembre 2025 Waymo ha aperto la guida autonoma in autostrada a San Francisco, Phoenix e Los Angeles, prima per un gruppo crescente di clienti. Gli stessi traghetti veloci servono ora l’aeroporto Sky Harbor di Phoenix e il tragitto dal centro di Los Angeles a Culver City. In della stessa settimana l’azienda ha allargato la baia di San Francisco fino a San Jose, con fermata al bordo del marciapiede dell’aeroporto locale. Il passo successivo riguarda Austin e Atlanta.

La neve è l’altra frontiera. La sesta generazione del sistema usa telecamere, radar e laser per guardare la strada da angoli diversi. I sensori hanno riscaldatori che li tengono puliti. Funzionano come il lunale di un’auto. Ogni vettura funziona come una stazione meteorologica ambulante. Distingue neve, fango ghiacciato e asfalto asciutto, rallenta quando l’aderenza cala e condivide ciò che vede con il resto della flotta. La prova più dura è arrivata a New Orleans, dove l’inverno 2025 ha portato una nevicata che statisticamente capita una volta ogni cent’anni. Le vetture hanno accumulato decine di migliaia di chilometri in prova nelle zone innevate dello Stato di New York, del Michigan e della Sierra.

Il lavoro umano dietro la guida autonoma

Un servizio che cresce ha bisogno di mani e teste umane, ed è qui che il racconto si chiude. In febbraio 2026 Waymo ha annunciato il finanziamento di 28 borse di studio. L’annuncio è arrivato con la fondazione TechForce, l’unica associazione nazionale americana per i tecnici dei trasporti. Le borse sono destinate a studenti e meccanici già in carriera. I beneficiari arrivano da Boston a Miami, passando per Chicago, Houston, Denver e le altre città servite. Le carriere preparate vanno dalla meccanica automobilistica alla robotica, cioè alle macchine che si muovono da sole.

Non è il primo passo. Dal 2023 l’azienda collabora con LA-Tech.org a Los Angeles. Il corso pre-apprendistato di 16 settimane è per giovani svantaggiati. Ha già preparato più di 200 studenti e li ha messi in contatto con oltre 100 dipendenti come mentori. Attorno alla flotta lavorano poi partner come Amerit, Moove e Transdev, che creano migliaia di ruoli in manutenzione, ricarica e gestione delle vetture. La guida autonoma, si vede ora, non elimina il lavoro: lo sposta verso figure nuove. I conti con le città restano aperti. Le regole d’emergenza scritte dopo il blackout di San Francisco dovranno dimostrarsi su eventi futuri. La neve promessa a Denver e Detroit aspetta ancora la sua stagione di servizio.

Fonti:

Punti chiave

  • Nel blackout PG&E di dicembre 2025 le auto senza conducente hanno attraversato più di 7.000 semafori spenti, ma le verifiche remote hanno creato code in centro.
  • Waymo ha formato oltre 25.000 soccorritori su come interagire con le auto senza guidatore.
  • Lo studio con Nexar ha ricostruito 335 incidenti reali tra veicoli umani e pedoni, ciclisti o motociclisti in sei città americane.
  • Nel 2022 sono morti sulle strade americane 7.522 pedoni e 1.105 ciclisti secondo i dati ufficiali.
  • Da novembre 2025 la guida autonoma funziona anche in autostrada a San Francisco, Phoenix e Los Angeles.
  • In febbraio 2026 sono state annunciate 28 borse di studio con TechForce per formare tecnici di automotive e robotica.
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