Edizione n° 0044 · lunedì 19 ottobre 2026 3 nuovi articoli in 7 giorni

Robot, umanoidi e macchine intelligenti

Contattaci

Norme · la data che decide le consegne europee

Regolamento macchine: dal 20 gennaio 2027 cambiano le regole

Di Redazione Positronica Pubblicato 26.08.2026 Aggiornato 06.10.2026 5 min di lettura Cat 04 / MER-006
Tavola tecnica di una cella robotica industriale con recinzioni, sensori, arresto di emergenza e zone di sicurezza Fig. 06 / Tav. 0006
Schema di sezione: illustrazione tecnica generata, non la fotografia di una macchina reale.
In sintesi: la risposta in tre frasi

Il regolamento macchine (UE) 2023/1230 è stato adottato il 14 giugno 2023 e si applica dal 20 gennaio 2027. Le macchine immesse sul mercato prima di quella data restano sotto la direttiva 2006/42/CE, quindi non vanno rifatte. Per chi compra o importa un robot la domanda utile non è se sarà conforme, ma con quale procedura il fornitore intende dimostrarlo e chi la firma.

Il regolamento macchine (UE) 2023/1230 si applica dal 20 gennaio 2027 e sostituisce la direttiva 2006/42/CE, che ha governato per diciassette anni tutto quello che in Europa si vende con una parte in movimento.

Che cosa sostituisce, e da quando

Il regolamento è stato adottato il 14 giugno 2023 e si applica dal 20 gennaio 2027. Le due date non sono un dettaglio burocratico: in mezzo ci sono tre anni e mezzo di transizione, che finiscono fra meno di cinque mesi.

Fino a quel giorno la regola è la direttiva 2006/42/CE. Sulla pagina ufficiale della Commissione dedicata alla legislazione macchine la formulazione è netta: tutte le macchine immesse sul mercato dell’Unione prima del 20 gennaio 2027 devono essere conformi alla direttiva in vigore, e il costruttore può dichiarare che quella macchina è conforme anche al nuovo regolamento, dove applicabile.

Il 20 gennaio 2027 non è un interruttore che spegne le macchine esistenti: è la data da cui si immette sul mercato con regole nuove. Un robot già installato in un reparto non va rifatto, non va ricertificato e non diventa fuorilegge.

Vale la pena saperlo anche perché il testo originale conteneva un errore materiale proprio sulle date di applicazione, corretto poi con una rettifica: se trovate in giro una scadenza diversa da questa, probabilmente viene da lì.

Perché la forma giuridica cambia il lavoro

Una direttiva stabilisce l’obiettivo e lascia a ogni Stato membro il modo di raggiungerlo, con una legge di recepimento nazionale. Un regolamento si applica direttamente, con lo stesso testo, in tutti i Paesi membri.

Per chi vende un robot in sei mercati europei la differenza è concreta: un fascicolo tecnico invece di sei interlocuzioni diverse su come il proprio Paese ha interpretato lo stesso requisito. Per chi compra, la differenza è che la risposta di un fornitore tedesco e quella di un fornitore italiano dovrebbero ormai poggiare sullo stesso testo.

Cambia anche la lista delle macchine che vanno certificate da terzi

Non tutte le macchine seguono la stessa strada verso la conformità: alcune categorie richiedono il passaggio da un organismo notificato invece della sola autocertificazione del costruttore. Quella lista, nella direttiva, era l’allegato IV; nel regolamento è l’allegato I.

Il cambio di numero conta perché è il riferimento che compare nei documenti: le schede interpretative pubblicate dalla Commissione (le RfU, “Recommendations for Use”) sono organizzate proprio per categoria dell’allegato IV della direttiva e dell’allegato I del regolamento. Chi legge un fascicolo tecnico nei prossimi mesi troverà entrambi i riferimenti, e sono la stessa idea in due testi diversi.

Gli organismi notificati non li nomina la Commissione: li designano gli Stati membri, che poi informano Commissione e altri Paesi. L’elenco vive nella banca dati NANDO, e questo dà a chi compra un controllo che costa due minuti: verificare che l’organismo indicato dal fornitore sia davvero notificato per la legislazione macchine, e non per qualcosa d’altro.

Le istruzioni possono diventare digitali

Il regolamento ammette che le istruzioni per l’uso e la dichiarazione di conformità siano fornite in formato digitale, e la Commissione indica il 20 gennaio 2027 come la data da cui questa possibilità vale per tutti.

Per un costruttore è un risparmio reale su ogni unità spedita: niente manuale stampato in ventiquattro lingue dentro la cassa. Per chi compra è una cosa da controllare in fase di contratto, non dopo: dove sarà quel documento, per quanti anni resterà raggiungibile, e cosa accade se il fornitore chiude il sito. Un manuale su carta in un armadio dura vent’anni senza fare niente; un PDF su un dominio scaduto no.

C’è poi un obbligo che riguarda gli Stati e che nel tempo produrrà dati pubblici: l’articolo 6, paragrafo 9 chiede ai Paesi membri di fornire periodicamente informazioni sugli incidenti e sui danni alla salute causati da macchine, con un modello di raccolta predisposto dalla Commissione. Oggi chi vuole confrontare la sicurezza reale di due famiglie di macchine non ha una fonte europea omogenea. Fra qualche anno potrebbe averla.

Non è un interruttore: una parte è già in vigore

La data del 20 gennaio 2027 fa pensare a un interruttore, e interruttore non è. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, che pubblica la scheda del regolamento, scrive che alcune regole valgono da prima: quelle sugli organismi notificati si applicano dal 20 gennaio 2024, tre anni prima del resto.

È la ragione per cui la banca dati NANDO ha già qualcosa da dire oggi, e non solo dal 2027: gli Stati membri possono designare da allora gli enti che firmeranno le valutazioni sotto il testo nuovo. Un fornitore che nel 2026 non sa nominare l’organismo con cui lavorerà dopo la data non ha un problema di calendario, ha un problema di preparazione.

Dall’altra parte c’è una possibilità che quasi nessuno racconta, e che riguarda direttamente chi compra nel 2026. La Commissione scrive che le macchine immesse sul mercato prima del 20 gennaio 2027 devono essere conformi alla direttiva 2006/42/CE, e aggiunge che i costruttori possono dichiarare volontariamente la conformità al nuovo regolamento, dove applicabile.

Quindi la domanda “sotto quale testo è nata questa macchina” non ha due risposte, ne ha tre: direttiva 2006/42/CE, regolamento (UE) 2023/1230, oppure direttiva più dichiarazione volontaria al regolamento. La terza è la più interessante quando si compra a cavallo della data, perché dice che il costruttore ha già fatto il lavoro invece di aspettare l’obbligo.

La domanda da fare a un fornitore prima del 20 gennaio 2027

Non è “il tuo robot è conforme”. Quella domanda ha una sola risposta possibile e non discrimina niente.

Le domande che discriminano sono tre, e sono tutte verificabili da chi compra: con quale procedura di valutazione della conformità il costruttore intende dimostrarla, chi la firma (autocertificazione o organismo notificato, e quale), e su quale dei due testi sarà costruito il fascicolo tecnico. Le prime due si leggono nella dichiarazione di conformità; la terza no, e va chiesta.

C’è un quarto punto, ed è il più sottovalutato: chi importa da fuori Unione europea non è un passacarte fra il costruttore e il cliente finale, assume obblighi propri e deve accertarsi che il lavoro di conformità sia stato fatto. Nei documenti quel ruolo ha un nome e un indirizzo: se nella catena di fornitura nessuno lo rivendica, il fascicolo è incompleto prima ancora di essere letto. Chiederlo è una delle cinque domande da fare al venditore; e se la macchina usa intelligenza artificiale per stare dentro i propri limiti di sicurezza, il 20 gennaio 2027 non è l’unica data che conta, perché entra in gioco il calendario dell’AI Act.

Punti chiave

  • La data è il 20 gennaio 2027: prima di allora vale la direttiva 2006/42/CE, e una macchina già immessa sul mercato non va rifatta.
  • Sparisce la variante nazionale: da quella data non esiste più una versione italiana del requisito da citare contro un fornitore tedesco, o viceversa.
  • Cambia anche la lista delle macchine che richiedono una valutazione di conformità più severa: dall'allegato IV della direttiva all'allegato I del regolamento.
  • Dal 20 gennaio 2027 cambia anche cosa arriva nello scatolone: istruzioni e dichiarazione di conformità possono essere digitali, quindi va chiesto in che formato e per quanto tempo resteranno raggiungibili.
  • Chi importa da fuori Unione europea assume obblighi propri: non basta appoggiare una fattura a un documento del costruttore.

Domande frequenti

Il mio robot comprato nel 2025 diventa fuorilegge il 20 gennaio 2027?

No, e la distinzione da tenere è fra immettere sul mercato e tenere in servizio: cambia la prima, non la seconda. Il tuo robot resta legittimo sotto la regola con cui è nato, e nessuno deve rifare un fascicolo tecnico per una macchina già venduta.

Cosa cambia in pratica fra una direttiva e un regolamento?

Una direttiva va recepita da ogni Stato membro con una legge nazionale, e nel recepimento le sfumature si moltiplicano. Un regolamento si applica direttamente in tutti i Paesi membri con lo stesso testo. Per chi vende in più mercati europei significa un fascicolo tecnico invece di sei conversazioni diverse.

Chi certifica un robot, e come si controlla?

Per le categorie che lo richiedono serve un organismo notificato. Gli organismi notificati li designano i singoli Stati membri e sono elencati nella banca dati NANDO della Commissione: si può verificare lì se quello indicato dal fornitore è davvero notificato per la legislazione macchine.

Il regolamento dice qualcosa sugli incidenti?

Sì. L'articolo 6, paragrafo 9 chiede agli Stati membri di fornire periodicamente dati e informazioni sugli incidenti o sui danni alla salute causati da macchine e prodotti correlati. La Commissione predispone il modello per raccoglierli.

Fonti e riferimenti

  1. EU-OSHA, scheda del regolamento (UE) 2023/1230: date scaglionate e regole sugli organismi notificati dal 20 gennaio 2024
  2. Commissione europea, pagina ufficiale sulla legislazione macchine (date di applicazione, formato digitale, organismi notificati, articolo 6.9)
  3. Regolamento (UE) 2023/1230 del 14 giugno 2023, testo ufficiale su EUR-Lex
  4. NANDO, banca dati degli organismi notificati della Commissione europea
Redazione · risposta in 48 ore

Hai un dato che smentisce questo articolo?

Pubblichiamo le correzioni con la data di revisione. Se hai un numero, un listino o un documento, scrivici.

Contattaci Rispondiamo entro 48 ore · le correzioni escono con la data di revisione.

Firma

Redazione Positronica

Gli articoli sono firmati «Redazione Positronica»: di quello che viene pubblicato risponde l'editore. Se trovi un dato che non torna, segnalacelo dal modulo di contatto: correggiamo e spostiamo la data di revisione.