Annunci · dalla mappatura al pubblico, due anni dichiarati
Waymo va a Monaco, e la prima cosa che farà è guidare a mano
Fig. 08 / Tav. 0008 Il 25 agosto 2026 Waymo ha annunciato che sta preparando il suo servizio di ride hailing senza conducente a Monaco di Baviera. Nelle prime settimane le sue auto girano per la città guidate da una persona, per costruire la mappa ad alta definizione; l'apertura commerciale al pubblico è dichiarata "verso la fine del 2027". Fra le due cose ci sono più di dodici mesi, ed è la distanza che conta quando si legge un annuncio del genere.
Il 25 agosto 2026 Waymo ha annunciato sul proprio blog che sta preparando il suo servizio di ride hailing completamente autonomo a Monaco di Baviera. È la notizia che in Europa si aspettava da anni, e vale la pena leggerla per quello che dice davvero: la prima fase non è un robotaxi, è un’auto guidata da una persona che disegna una mappa.
Cosa ha annunciato Waymo, parola per parola
Che sta “gettando le basi” per il servizio a Monaco. Nell’annuncio pubblicato il 25 agosto 2026 l’azienda dichiara oltre 20 milioni di corse completate e centinaia di migliaia di corse commerciali a settimana, e descrive un approccio in fasi.
La prima fase, nelle prossime settimane: veicoli Waymo che girano per Monaco guidati manualmente, per la mappatura ad alta definizione della rete stradale locale. La seconda: test con specialisti addestrati al volante, il periodo che l’azienda chiama di validazione, per adattare il Waymo Driver alle condizioni di guida della città. La terza, e solo la terza: l’apertura del servizio commerciale al pubblico, che Waymo dichiara di voler raggiungere “verso la fine del 2027”.
Fra la prima auto in strada e la prima corsa vendibile passano, per dichiarazione dell’azienda, più di dodici mesi. Chi legge il titolo e capisce “a Monaco arrivano i robotaxi” ha capito il terzo punto senza i primi due.
Chi dichiara cosa
Vale la pena separare le voci, perché nell’annuncio ce ne sono tre e non hanno lo stesso peso.
I numeri sulle corse li dichiara Waymo su sé stessa: 20 milioni completate, centinaia di migliaia a settimana. Sono dati dell’operatore, pubblicati dall’operatore, senza un ente terzo che li certifichi in quel documento.
La data la dichiara Waymo come obiettivo: “puntiamo ad aprire verso la fine del 2027”. Non è un’autorizzazione con una scadenza, è un piano industriale reso pubblico.
Il quadro giuridico lo rivendica il governo tedesco. Nell’annuncio, Christian Hirte, sottosegretario parlamentare al Ministero federale dei Trasporti, dice che la Germania ha “già messo in piedi il quadro normativo” e che Waymo ha riconosciuto al Paese il valore della certezza giuridica. È la parte più interessante per chi guarda l’Europa: la Germania ha una legge sulla guida autonoma di livello 4 dal 2021, e la sta usando come argomento di attrazione industriale.
Il fatto che un’azienda come Waymo guardi alla Germania dimostra quanto sia attraente il nostro mercato.
Cosa l’annuncio NON contiene
È la parte che sparisce nelle riprese, e sono le cose che servirebbero per valutarlo.
Non c’è un numero di veicoli. Non c’è un elenco di quartieri o un’area di servizio. Non c’è un prezzo, né un’indicazione di come si collocherà rispetto a un taxi di Monaco. Non c’è il nome dell’autorizzazione su cui il servizio commerciale poggerà, né la data in cui è stata o sarà chiesta. Non c’è il numero di operatori remoti previsti, che è il dato che distingue un servizio autonomo da un servizio teleguidato con più passaggi.
Chiunque scriva uno di questi numeri nei prossimi giorni li sta aggiungendo lui: non stanno nel documento.
Perché “chilometri percorsi” non è la misura che sembra
C’è un secondo documento di Waymo che aiuta a leggere il primo, e viene dalla stessa azienda. Il 7 luglio 2026 l’operatore ha pubblicato una ricerca il cui titolo è già la tesi: non tutti i chilometri sono uguali. Guidare in autostrada un martedì mattina e attraversare il centro di una città alle due di notte del sabato sono due cose diverse, e confrontare due flotte sommando i chilometri le tratta come se fossero la stessa.
Questo vale nei due sensi. Serve a Waymo per dire che i suoi numeri vanno normalizzati per luogo e ora prima di essere confrontati con quelli di un guidatore umano medio. E serve a chi legge per non prendere “20 milioni di corse” come una misura di maturità trasferibile: 20 milioni di corse a Phoenix e San Francisco non sono 20 milioni di corse a Monaco, dove cambiano la neve, i tram, le piste ciclabili e il modo in cui i pedoni attraversano.
La mappatura di cui parla la prima fase serve esattamente a questo, ed è il motivo per cui non si può saltare. È anche il motivo per cui “autonomo” non è un dato finché non si chiede su quale compito, in quale area e con quanti operatori remoti: la stessa domanda che vale prima di comprare una macchina che si dichiara autonoma.
Cosa serve, per legge, prima della prima corsa senza conducente
L’annuncio non nomina nessuna autorizzazione, ma in Germania quell’autorizzazione ha una forma precisa. E non è una: sono due, rilasciate da soggetti diversi.
La prima riguarda il veicolo. La rilascia il Kraftfahrt-Bundesamt, l’autorità federale della motorizzazione, sulla base del paragrafo 1e della legge sulla circolazione stradale (StVG), e comprende l’approvazione del dominio operativo, cioè l’elenco di strade, condizioni e situazioni in cui la guida automatica è ammessa a funzionare.
La seconda riguarda il luogo. L’area di esercizio prevista dal paragrafo 1d(2) StVG non la approva la motorizzazione federale: la domanda va presentata all’autorità del Land competente, o ad Autobahn GmbH per le autostrade federali. La data di Monaco dipende quindi anche dalla Baviera, non solo da Berlino.
C’è poi una terza cosa, e trasforma la domanda sugli operatori remoti da curiosità a requisito. La Germania richiede una sorveglianza tecnica, cioè una persona fisica designata con i requisiti fissati dal paragrafo 14 dell’AFGBV, il regolamento sull’esercizio dei veicoli a guida autonoma in aree definite. A valutare quella figura è la stessa autorità del Land che approva l’area, e senza quella valutazione l’area non si apre. Un servizio senza conducente, in Germania, non è un servizio senza nessuno: è un servizio con una persona responsabile che la legge pretende sia nominata.
Quante macchine può seguire quella persona, la legge non lo scrive in un numero pubblico, e per il conto economico è la variabile che decide tutto. È la stessa domanda che vale prima di comprare qualunque macchina che si dichiara autonoma: con quanti operatori dietro.
La data da segnare non è la fine del 2027
È il momento in cui a Monaco le auto smetteranno di avere una persona al volante durante i test. Quello è il passaggio che si vede dalla strada, non si può nascondere, e distingue un piano che procede da un piano che slitta. L’apertura al pubblico arriva dopo, e dipende anche da un’autorizzazione che l’annuncio non nomina.
Per chi in Italia si chiede quando toccherà a Milano o a Roma, la risposta onesta è che questo annuncio non lo dice, e non c’entra la tecnologia: la Germania viene prima perché ha una legge del 2021 che un operatore commerciale ha giudicato abbastanza solida da investirci sopra. Il precedente utile da guardare nei prossimi mesi non è la data di Waymo: è se e quando un operatore chiederà la stessa cosa in Italia, e su quale norma.
Punti chiave
- Le oltre 20 milioni di corse dichiarate sono state fatte a Phoenix e San Francisco, non a Monaco: è la stessa Waymo a scrivere che i chilometri non si confrontano se cambiano luogo e ora.
- La prima fase a Monaco è guida MANUALE, con specialisti al volante, per la mappatura ad alta definizione della città.
- L'apertura al pubblico è dichiarata "verso la fine del 2027": è una data annunciata, la terza cosa dopo mappatura e validazione.
- Il governo tedesco rivendica il quadro giuridico già in vigore come motivo della scelta: in Germania la legge sul livello 4 esiste dal 2021.
- Nessun numero di veicoli, nessun quartiere, nessun prezzo: l'annuncio non li contiene, e chi li scrive li sta aggiungendo.
Domande frequenti
Quando si potrà prendere un robotaxi a Monaco?
Waymo scrive di voler aprire il servizio commerciale al pubblico verso la fine del 2027. È la data dichiarata dall'azienda nel suo annuncio del 25 agosto 2026, prima della fase di mappatura e di quella di validazione: non è una data di apertura confermata da un'autorità.
Perché le prime auto girano con una persona al volante?
Perché la prima fase dichiarata è la mappatura ad alta definizione delle strade e il test con specialisti addestrati al volante. Un servizio senza conducente si costruisce sopra una mappa e una validazione locale: le auto in giro nelle prossime settimane non sono un servizio, sono lo strumento per farlo.
Cosa cambia per l'Italia?
Direttamente nulla: l'annuncio riguarda Monaco. Indirettamente conta perché sposta il precedente europeo dal piano dei progetti a quello di un operatore commerciale che dichiara una data, e perché la Germania rivendica un quadro giuridico già in vigore come ragione della scelta.
I 20 milioni di corse sono verificati da qualcuno?
Sono un dato che Waymo pubblica su sé stessa nel proprio blog aziendale. Non c'è un ente terzo che lo certifichi in quel documento, e la testata lo riporta per quello che è: una dichiarazione dell'operatore, con la sua data.
Fonti e riferimenti
- Kraftfahrt-Bundesamt, autorizzazione nazionale per veicoli a guida autonoma: paragrafi 1d e 1e StVG, area di esercizio, sorveglianza tecnica (paragrafo 14 AFGBV)
- Waymo, "Servus München: Waymo is Coming to Germany", blog ufficiale, 25 agosto 2026 (annuncio, fasi, data dichiarata, citazioni)
- Waymo, "Not All Miles are Equal: Why Time and Location Matter When Benchmarking Autonomous Safety", 7 luglio 2026
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