Diritti · due anni, non quelli scritti sulla scatola
Robot rotto dopo 14 mesi: cosa copre la garanzia legale
Fig. 03 / Tav. 0003 Un robot domestico comprato da un venditore professionale nell'Unione europea ha almeno due anni di garanzia legale dalla consegna, e il venditore deve riparare o sostituire senza costi. Nel primo anno il difetto si presume presente dall'origine e non tocca a chi compra dimostrarlo. La garanzia commerciale del produttore si aggiunge a questa: non la sostituisce e non la accorcia.
Un robot aspirapolvere da 900 euro che smette di caricarsi al quattordicesimo mese non è un caso raro, e la risposta che si sente al banco è quasi sempre la stessa: la garanzia è scaduta. Nella maggior parte dei casi non è vero, e la differenza sta fra due garanzie diverse che portano lo stesso nome. Conta sapere quale delle due vale, per quanto, e cosa si può chiedere.
Le due garanzie che si chiamano allo stesso modo
La prima è la garanzia legale: un diritto che nasce dalla legge, vale nei confronti del venditore e in tutta l’Unione europea dura almeno due anni dal momento in cui hai ricevuto il prodotto. Non si compra, non si attiva, non si registra: c’è.
La seconda è la garanzia commerciale: quella stampata sulla scatola o venduta a parte dal produttore o dal negozio. Può durare sei mesi o cinque anni, può coprire cose che la legge non copre, può includere il ritiro a domicilio.
La regola che risolve quasi tutte le discussioni al banco è questa: la seconda si aggiunge alla prima e non la sostituisce mai. La pagina Your Europe della Commissione porta un esempio che sembra scritto per il caso del robot: un prodotto con sei mesi di garanzia commerciale si rompe all’ottavo mese, il negozio dice che la garanzia è finita, e la garanzia di legge invece copre ancora sedici mesi.
Se il venditore risponde citando la durata scritta sulla scatola, sta parlando dell’altra garanzia.
Cosa puoi chiedere, in che ordine
Il rimedio non è il rimborso immediato, ed è utile saperlo per non impostare male la richiesta.
Se il prodotto è difettoso o non funziona come pubblicizzato, il venditore deve ripararlo o sostituirlo senza costi. Se nessuna delle due strade è possibile, o se il venditore non riesce a percorrerla in un tempo ragionevole e senza disagi significativi per chi ha comprato, allora si passa alla riduzione del prezzo o al rimborso, totale o parziale.
Su un robot domestico questo ha una conseguenza pratica: la richiesta corretta al negozio è la riparazione o la sostituzione, e i tempi diventano il punto su cui si negozia. Un intervento che richiede tre mesi di spedizioni e nessuna macchina in casa non è, di per sé, un rimedio senza disagi significativi.
Il primo anno è diverso dal secondo
Qui sta il dettaglio tecnico che decide chi deve dimostrare cosa, e quasi nessuno lo conosce.
Se il difetto si manifesta entro un anno dalla consegna, non devi provare che c’era già al momento della consegna: si presume che ci fosse, ed è il venditore a dover dimostrare il contrario. In alcuni Stati membri questo periodo di inversione dell’onere della prova arriva a due anni.
Dopo quel periodo l’onere si sposta su di te, e su un elettrodomestico con software a bordo diventa la parte difficile: dimostrare che una batteria degradata al diciottesimo mese è un difetto di origine e non usura normale richiede un’argomentazione che il banco non accetterà spontaneamente.
Il dodicesimo mese, quindi, non è una data qualsiasi: è il momento in cui conviene aprire una segnalazione scritta se una cosa non va, invece di aspettare che peggiori.
Usato, ricondizionato e acquisti fra privati
Un robot ricondizionato comprato da un professionista è coperto: la garanzia minima di due anni vale anche sull’usato venduto da un’attività. Su questi beni le parti possono accordarsi su un termine più breve, ma non inferiore a un anno, e la riduzione deve essere chiara al momento dell’acquisto: se non ne hai mai sentito parlare fino al guasto, non c’era.
I beni comprati da privati invece restano fuori: queste regole si applicano alla vendita da un professionista a un consumatore. Il mercatino dell’usato fra persone è un altro mondo, e su una macchina con batteria e software è un rischio che vale quello che costa.
Il robot ha anche il software, e anche quello è nel patto
Un robot domestico non è solo un motore e una spazzola: è un’app, un account e un firmware che riceve aggiornamenti. Quella parte digitale non sta fuori dalla garanzia, e la pagina Your Europe della Commissione lo dice in una riga: chi vende deve anche assicurarsi che tu riceva gli aggiornamenti necessari, e per i contenuti o i servizi digitali forniti in modo continuativo gli aggiornamenti vanno forniti per tutto il periodo previsto dal contratto.
Su una macchina che dipende da un server, questo cambia cosa vuol dire “funziona”. Un robot che perde la mappa della casa, la programmazione o il comando da remoto perché il servizio dietro viene spento non è un robot che funziona a metà: non fa più la cosa per cui è stato comprato, e quella è la definizione di difetto.
C’è però un buco, ed è quello che conta: per un acquisto singolo, cioè quando compri la macchina una volta e non un abbonamento, la pagina della Commissione non dà un numero di anni per gli aggiornamenti. Finché quel numero non è scritto da qualche parte, l’unico posto dove può comparire è il contratto o la scheda del prodotto. Per questo la domanda da fare prima di comprare è doppia: per quanto tempo questo modello riceve aggiornamenti, e cosa smette di funzionare quando finiscono. Una risposta scritta vale quanto un anno di garanzia in più.
Cosa scrivere quando scrivi al venditore
Tre elementi rendono una richiesta difficile da rimandare, e sono tutti fatti, non toni.
La data di consegna, non quella dell’ordine: il termine parte da quando hai ricevuto il prodotto, e su una consegna a settimane di distanza la differenza conta. La descrizione del difetto in termini di funzione mancata, non di componente sospetto: “non completa la ricarica e si spegne dopo undici minuti” vale più di “credo sia la batteria”, perché il primo è verificabile da loro e il secondo apre una discussione tecnica. E il rimedio che chiedi, riparazione o sostituzione, con l’indicazione che la garanzia che invochi è quella legale e non quella commerciale.
Le altre quattro domande da fare prima di firmare, e il documento pubblico che risponde a ognuna, stanno nella guida su cosa chiedere prima di comprare un robot.
Se il robot è stato comprato per un’attività e non per casa, attenzione: queste regole proteggono il consumatore. Un acquisto con partita IVA segue strade diverse, e la garanzia commerciale del produttore, in quel caso, torna a essere il documento che conta.
Punti chiave
- Almeno due anni di garanzia legale dal momento della consegna, in tutta l'Unione europea, su prodotti comprati da un venditore professionale.
- Il rimedio è riparazione o sostituzione senza costi; se non è possibile o richiede tempi e disagi eccessivi, si passa a riduzione del prezzo o rimborso.
- Nel primo anno dalla consegna il difetto si presume esistente al momento della consegna: è il venditore che deve provare il contrario.
- La garanzia commerciale del produttore è un servizio in più, mai un sostituto: sei mesi di garanzia sulla scatola non annullano i due anni di legge.
- Anche l'usato e il ricondizionato comprati da un professionista sono coperti, e il termine non può scendere sotto un anno.
Domande frequenti
Il negozio dice che la garanzia è scaduta perché il produttore dava un anno. È così?
No. La garanzia legale europea dura almeno due anni dalla consegna e vale nei confronti del VENDITORE. La garanzia del produttore è aggiuntiva: se copre meno, non riduce il diritto di legge. La Commissione porta esattamente questo esempio, di un prodotto con sei mesi di garanzia commerciale rotto all'ottavo mese.
Chi deve dimostrare che il difetto c'era già?
Nel primo anno il venditore, e in alcuni Stati membri per due. Dal tredicesimo mese la prova tocca a chi ha comprato, e su una batteria che perde capacità è la parte difficile: serve sostenere che il degrado non è usura normale.
Posso pretendere direttamente la sostituzione?
Il primo rimedio è la riparazione o la sostituzione, senza costi. La scelta non è illimitata: se una delle due è impossibile o comporta tempi e disagi non ragionevoli, si passa alla riduzione del prezzo o al rimborso, anche parziale.
Vale anche per un robot ricondizionato?
Sì, se lo compri da un venditore professionale. Sull'usato il termine può essere ridotto per accordo, ma non sotto un anno, e la cosa deve essere chiara al momento dell'acquisto. Fra privati, invece, queste regole non si applicano.
Fonti e riferimenti
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